1º Raduno Interforze Beirut 1982 – 1983 – 1984


Carissimi commilitoni, amici e amiche,

sono passati 31 anni da quando, il 26 Febbraio del 1984, il Contingente Italiano in Libano rientrò in Patria, dopo diciotto mesi passati in condizione di grave rischio per proteggere la popolazione inerme dagli eccessi di una guerra lunga e feroce.

La Missione del Contingente Italiano in Libano inizia il suo approntamento in Italia il 20 Agosto 1982. E’ la prima volta dopo 37 anni, 3 mesi e 18 giorni dalla fine della seconda guerra mondiale che una forza composta da 900 uomini provenienti dai vari reparti del 3° Corpo d’ Armata, esce in armi dai confini nazionali. Il 2° Battaglione Bersaglieri “Governolo”, agli ordini del Colonnello Bruno Tosetti, sbarca a Beirut il 26 Agosto 1982. In quella circostanza, 13.000 palestinesi vennero accompagnati dalle forze militari italiane al confine con la Siria e nell’ isola di Cipro.

L’ Operazione battezzata con il nome “Libano 1” si concluse il 12 Settembre 1982.

Nemmeno il tempo di rientrare in Italia che il Contingente dovette prepararsi ad affrontare una nuova e ben più rischiosa, impegnativa e duratura Missione a causa degli improvvisi e drammatici eventi: il 16 Settembre 1982, giorno che verrà ricordato come “il giovedì nero del popolo palestinese”, reparti delle Milizie Cristiano Maronite dopo aver circondato i campi profughi di Sabra e Chatila, fecero una strage. Alla fine, sul terreno si contarono circa circa 3.000 morti, tra uomini, donne e bambini.

Il 26 Settembre 1982 ebbe inizio la Missione “Libano 2” denominata ITALCON, volta a garantire l’ incolumità della popolazione Libanese. La Missione del Contingente Italiano venne funestata da alcuni attentati. Il più grave avvenne la sera del 15 Marzo 1983, una pattuglia del Battaglione San Marco viene attaccata. Due Marò, Luigi Fiorella e Filippo Montesi vengono feriti gravemente, il primo rimarrà, putroppo paralizzato, il secondo che sembrava meno grave, operato in Italia, morirà il 22 Marzo 1983. Il numero dei commilitoni feriti, alla fine della Missione ammonta a 75.

A Beirut è guerra, guerra vera.

Il 23 Ottobre 1983 alle ore 6,45 è l’ ecatombe!

Un’ esplosione violentissima scuote i sobborghi meridionali di Beirut, l’ eco si spande oltre le colline druse, oltre la costa mediterranea. Una nube di fumo nero e compatto si leva in direzione dell’ Aereoporto. Un camion Kamikaze ha devastato La Base dei Marines, un cumulo di macerie fumanti, imprigiona i corpi di 241 Marines, straziati, dilaniati. Tre minuti dopo un’ altra esplosione a Nord, a essere colpiti, questa volta sono i militari Francesi.

Il Tenente Mario Rosati, Comandante del Plotone Genio è un esperto in tecniche di soccorso. Sotto la sua direzione, i genieri lavorano senza tregua, rimuovendo delicatamente le macerie per non uccidere chi da sotto dava ancora qualche flebile segno di vita. L’ intervento di soccorso fù esemplare e contribuì a salvare la vita a parecchi Marines. Uno di loro, Jake Shneider, ha trascorso molti anni con un solo desiderio, quello di poter incontrare e ringraziare il Tenente Rosati per avergli salvato la vita. Nell’ Ottobre del 1983, Jake riuscì, tramite Steve Mancuso, un amico di ITALCON, a mettersi in contatto con il cap. magg. Mellone Mauro, che è l’ Amministratore del Gruppo Facebook: MISSIONE ITALCON LIBANO BEIRUT – TUTTI I VETERANI DELLE FORZE ARMATE. Mauro, contattò immediatamente il Generale Bruno Tosetti (Aquila 1), che mise i suoi Bersaglieri alla ricerca del Tenente Rosati. In meno di 24 ore, gli uomini di ITALCON con l’ efficienza che li contraddistingue, avevano compiuto un’ altro piccolo miracolo. L’ indomani Jake e il Tenente Rosati ebbero modo di risentirsi al Telefono dopo 30 lunghissimi anni.

Il nostro fratello Jake Shneider, arriverà in Italia nel prossimo mese di Maggio per partecipare al Raduno come ospite d’ Onore, ed è questo uno  dei due motivi per cui abbiamo scelto di fare il raduno a Nettuno presso il Cimitero Monumentale Americano, dove ogni anno il 24 Maggio si celebra il “Memorial Day”, per commemorare i caduti della seconda guerra mondiale.

Il Direttore del Cimitero Monumentale e l’ Ambasciata Americana, hanno accolto con grande entusiasmo e disponibilità, la nostra richiesta di celebrare nell’ occasione anche il nostro Contingente.

Gli oltre ottomila soldati italiani e le 150 Infermiere che si avvicendarono nel Contingente hanno consegnato all’ opinione pubblica nazionale e internazionale una magnifica pagina di dignità, efficienza, dovere e onore militare.

Abbiamo deciso di fare questo Raduno per ricordare tali eventi, ritrovare gli antichi commilitoni e commemorare coloro che maggiormente si sono sacrificati per il successo dell’ operazione.

Saranno presenti Militari e ex militari Americani con le loro famiglie, Autorità dell’ Ambasciata Americana, i Sindaci dei Comuni di Nettuno e di Anzio, Autorità Militari e Associazioni Combattentistiche e d’Arma, militari di ora e di allora e tanti amici del Contingente.

Ti aspettiamo, se vorrai anche con i tuoi familiari e i tuoi amici, per ritroverci uniti come allora in questa eccezionale circostanza.

Troverai nella scheda allegata le notizie necessarie e i contatti utili per comunicare la tua adesione.

Arrivederci al 23 e 24 Maggio 2015!                                                                 


 

La Storia

26 AGOSTO 1982 – I Bersaglieri scortano l’ esodo dei Feddain da Beirut. – La Missione “Libano 1” inizia il 26 Agosto 1982 e si conclude l’ 11 Settembre 1982.

Generale Bruno Tosetti - Comandante Libano 1

Il Colonnello Bruno Tosetti, Comandante della Missione Libano 1, comanda le operazioni dell’ esodo dei Feddain da Beirut.

Esodo dei Feddain

Foto dei Bersaglieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16 SETTEMBRE 1982 – Strage di Sabra e Chatila 1982 – 30 anni fa si compiva uno dei peggiori e agghiaccianti massacri di sempre: Sabra e Chatila. Migliaia di donne e bambini barbaramente uccisi dai falangisti libanesi con la complicità di Israele che aveva lanciato la sua operazione “Pace in Galilea” invadendo, per la seconda volta, il Libano. Migliaia di palestinesi massacrati con coltelli, accette, pugnali, sventrati, sgozzati, decapitati, violentati. Un orrore senza fine, una carneficina tra le più barbare della storia recente. Era il 16 settembre del 1982 quando le milizie cristiano-falangiste di Elie Hobeika entrano nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, alla periferia di Beirut. Il giorno prima l’esercito israeliano, guidato dal generale Arial Sharon, aveva chiuso ermeticamente i campi profughi e messo posti di osservazione e cecchini sui tetti degli edifici vicini. Niente poteva entrare ed uscire senza che gli israeliani lo volessero.

Niente poteva uscire: solo il puzzo dei cadaveri fatti a pezzi dai falangisti. Niente poteva uscire: solo l’odore acre della morte, dei corpi sventrati e dei cadaveri mutilati. Niente poteva entrare: solo i falangisti libanesi assetati di sangue e protetti e incitati dagli israeliani. Ebbero gioco facile i carnefici: dinanzi a loro quasi solo donne, anziani e bambini. Pochi giorni prima, infatti, si era firmato un

Una madre piange i suoi bambini

accordo per il quale i fedayin palestinesi avevano accettato di lasciare il Libano in cambio della garanzia di una protezione internazionale sulla popolazione palestinese rimasta. Ma la protezione non ci fu e il massacro ebbe inizio. Persone inermi, indifese e disarmate, sgozzate come animali. Mai uno sterminio così atroce era stato compiuto sotto gli occhi di un “esercito democratico”; mai una tale barbarie era avvenuta sotto la regia di un paese democratico.

È stato un crimine contro l’umanità, spietato e crudele come pochi nella storia recente. Era l’inevitabile conclusione dell’invasione israeliana del Libano iniziata tre mesi prima, il 6 giugno del 1982. Quella guerra, orwellianamente chiamata “pace in Galilea”, fece 20.000 vittime e distrusse un intero paese. Bombardamenti, bombe a grappolo e al fosforo, ridussero il Libano e la sua capitale ad un cumulo di macerie fumanti. Ed è nella periferia della capitale che Israele ordinò lo sterminio.

È difficile fornire una cifra esatta delle persone massacrate: 1500 secondo la Croce Rossa internazionale, 3500 secondo gli enti filo palestinesi. Ma al di là del numero, questo orrendo massacro rimarrà per sempre impresso nella memoria per le atrocità e l’inaudita violenza. Un massacro che sconvolse il mondo, che tolse il fiato, che lasciò sbigottiti. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 25 settembre 1982 condannò i massacri israeliani, ma gli Stati Uniti votarono contro.

 

26 Settembre 1982 – Inizio della Missione “Libano 2” denominata ITALCON – Il Contingente Italiano viene richiamato a Beirut con il compito di difendere i 24,000 profughi Palestinesi superstiti nei Campi di Sabra, Chatila e Bourj El Barajneh.

cap. Marcello Morelli e cap. Corrado Cantatore.

Due uomini “cardine” della Missione ITALCON – il cap. Marcello Morelli e il cap. Corrado Cantatore.

Gen. Franco Angioni - Condor 1

Il Generale Franco Angioni, Comandante della Missione ITALCON.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15 Marzo 1983 – ATTENTATO ALLA PATTUGLIA DEL BATTAGLIONE SAN MARCO. – Agguato a una pattuglia del San Marco in perlustrazione. Gli attentatori esplodono razzi e raffiche

Filippo Montesi

Ferito a morte il marò Filippo Montesi – Morirà a Roma il 22 Marzo 1982. dalla lettera a sua madre: “….grazie a noi spero che sia finita questa orrenda e schifosa guerra nella quale ci hanno rimesso tanti innocenti, donne, bambini, anziani. E’ molto bello vedere sul viso della gente un sorriso che mancava da molti anni”.

contro due campagnole. Colpiti a morte il marò Filippo Montesi; altri tre militari feriti. Nel corso di una ricognizione per individuare gli attentatori, un gruppo di paracadutisti incursori è a sua volta attaccato. Un ufficiale è gravemente ferito, un sottufficiale in modo leggero.

 

Campagnola Attentato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ambasciata Americana Distrutta

Foto dell’ Ambasciata Americana distrutta.

18 Aprile 1983 – ATTENTATO ALL’ AMBASCIATA AMERICANA – Un’ autobomba guidata da un kamikaze fa saltare in aria l’ ambasciata Americana a Beirut. I morti sono 71, i feriti 160. Sembra un avvertimento. S’ inizia a parlare di attacchi effettuati dagli Hezbollah.

 

 

 

Polveriera Folgore

Deposito munizioni Base Folgore dopo i bombardamenti.

22 Settembre 1983 – Le Navi ricevono l’ ordine di puntare i cannoni contro le postazioni Druse che attaccano il Battaglione “Folgore”. – i drusi bombardano i quartieri cristiani e la zona circostante la caserma del battaglione Folgore. Alcuni proiettili di grosso calibro colpiscono il perimetro degli attendamenti dei paracadutisti. Al largo di Beirut il cacciatorperdiere lanciamissili “Ardito” riceve l’ ordine di puntare i cannoni contro le postazioni druse che attaccano il Folgore. Altri proiettili raggiungono il deposito munizioni del battaglione e ne provocano la distruzione. Esplodono e si disintegrano quattro camion e una blindo carichi di esplosivi, tutto il munizionamento dell’ unità. Nessun ferito. I soldati spengono gli incendi prodotti dagli scoppi.

 

Il vipresidente degli Stati Uniti ringrazia il Gen. Franco Angioni

Il vicepresidente degli Stati Uniti ringrazia il Comandante Gen. Franco Angioni per l’ opera di soccorso.

23 Ottobre 1983 – ATTENTATO ALLA BASE DEGLI AMERICANI “Barracks” e ALLA BASE DEI FRANCESI “Drakkar” – Attentati terroristici alla base dei Marines Americani e dei

Paracadutisti Francesi della Forza Multinazionale di Pace. Due camion carichi di Exogene esplodono contro gli edifici: 241 Marines e 60 Paracadutisti uccisi. I soldati italiani si mobilitano per prestare soccorso e lavorano per una settimana a estrarre i resti umani tra le macerie, Il vicepresidente degli Stati Uniti ringrazia il generale Angioni per l’ opera di solidarietà. Il governo francese decora 24 tra bersaglieri e genieri con medaglie d’ oro e d’ argento dell’ esercito.

Il monumento in onore ai Marines caduti a Beirut.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26 Febbraio 1984 – MISSIONE COMPIUTA – Giunge nel porto di Livorno il Contingente Italiano imbarcato sulle navi “Tiepolo” e “Appia”. Viene accolto dal Presidente della Repubblica Pertini e dal Ministro Giovanni Spadolini.

Livorno - Cerimonia di fine missione

Il contingente schierato a Livorno.

Livorno - Cerimonia di fine missione

Il Comandante Gen. Franco Angioni, il Col. Marcello Morelli, il Cap. Marcello Morelli, dietro il Contingente

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 Reparti partecipanti delle Forze Internazionali di Pace

INGHILTERRA: 1st Queens Dragoons Guards (The Welsh Cavalry)

INGHILTERRA: 1st Queens Dragoons Guards (The Welsh Cavalry)

STATI UNITI: Department of the Navy - U.S.M.C. Marine Corps

STATI UNITI: Department of the Navy – U.S.M.C. Marine Corps

FRANCIA: Règiment d' infanterie chars de marine

FRANCIA: Règiment d’ infanterie chars de marine

Régiment de parachutiste d' Infanterie de Marine

FRANCIA: Régiment de parachutiste d’ Infanterie de Marine

Régiment etranger de parachutiste

FRANCIA: Régiment etranger de parachutiste

Compagnia Comando e Trasmissioni

ITALIA: Compagnia Comando e Trasmissioni

Autieri

ITALIA: Autieri

Medici

ITALIA: Ospedale da Campo

Plotone Carabinieri di Polizia Militare

ITALIA: Plotone Carabinieri di Polizia Militare

GENERALI

ITALIA: GENERALI

67º B.T.G. Fanteria Meccanizzata "Montelungo"

ITALIA: 67º BTG. Fanteria Meccanizzata “Montelungo”

21º B.T.G. Fanteria Meccanizzata "Alfonsine"

ITALIA: 21º BTG. Fanteria Meccanizzata “Alfonsine”

Divisione Meccanizzata Folgore

ITALIA: Divisione Meccanizzata Folgore

Plotone Esploratori Blindo "Cavalleggeri di Lodi (15º)"

ITALIA: Plotone Esploratori Blindo “Cavalleggeri di Lodi (15º)”

Plotone Genio Pionieri

ITALIA: Plotone Genio Pionieri

B.T.G. Bersaglieri

ITALIA: 3º BTG. Bersaglieri “Cernaia” 10º BTG. Bersaglieri “Bezzecca”

Paracadutisti

ITALIA: 9º BTG. Paracadutisti d’assalto “Col Moschin” 2º BTG. Paracadutisti “Tarquinia” 5º BTG. Paracadutisti “El Alamein” 1º BTG. Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”

 

 

governolo2

ITALIA: 2º BTG. Bersaglieri “Governolo”

Battaglione San Marco

ITALIA: BTG. San Marco

46° Aerobrigata

ITALIA: 46° Aerobrigata di Pisa

Navi

ITALIA: Incrociatori Vittorio – Veneto – “Doria” Cacciatorpediniere “Ardito” , “Audace”, “Intrepido” Fregate: “Perseo”, “Lupo”, “Orsa”, “Sagittario” Navi anfibie: “Grado”, “Carole” Nave rifornitrice: “Stromboli”

31º Stormo of the Italian Air Force

ITALIA: 31º Stormo di Ciampino

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