Generale TOSETTI Bruno Ricordi delle missioni “Libano1-2”

Recentemente il Cavalleggero Caporal Maggiore Mauro MELLONE e il Geniere Giovanni SIMEONE, rispettivamente Vice Presidente e Segretario dell’Associazione “VETERANI ITALCON – MISSIONI LIBANO 1 E LIBANO 2”, mi hanno reso partecipe del loro desiderio di arricchire il sito internet di questo Sodalizio con degli eventi vissuti a Beirut e raccontati dai protagonisti degli stessi. Lodevole iniziativa che condivido in pieno perché non solo non si deve dimenticare ma bisogna mantenere vivo il ricordo di quel periodo storico che tanto onore ha profuso alle nostre Forze Armate e la nostra Patria. Storia con la “S” maiuscola di fatti ed avvenimenti che dall’agosto del 1982 per ben due volte hanno visto i nostri Soldati destreggiarsi quali principali protagonisti della Forza Multinazionale impegnata a porre termine alla tragedia in cui si trovava il “Paese dei Cedri. Due sono state infatti le Missioni di “peacekeeping” svolte nei primi anni ‘80 a Beirut: la “Libano 1” e la “Libano 2” che, seppur la seconda abbia avuto inizio a soli 16 giorni dal termine dalla prima ed effettuata nello stesso settore territoriale, i compiti operativi erano differenti perché in presenza di una diversa situazione politico-militare del Libano. Ho avuto l’onore di essere il Comandante della prima missione e di partecipare ai primi cinque mesi della seconda al Comando del 2° Battaglione Bersaglieri “GOVERNOLO”, aliquota meccanizzata del “Raggruppamento Italino in Libano”.
Tanti sono i ricordi di quel periodo storico. Ricordi indelebili anche se, per dirla alla bersagliera, il tempo è trascorso a “passo di corsa”. Ci sarebbe da scrivere un altro libro.
Ma ora, qui trascriverò solo qualche breve ricordo di certe particolari circostanze, sicuro che molti di coloro che hanno partecipato a quelle Missioni di “peacekeeping”, di ricordi ne avranno tanti da raccontare.
Ecco qualche ricordo fra i tanti che non dimenticherò mai:

1. Prima di partire per la “Libano 1” ho pensato con stima, simpatia ed anche tenerezza a quelle Mamme che gremivano il parlatorio della caserma Cadorna di Legnano preoccupatissime di vedere i propri pargoli in “partenza per la guerra”, e desolatissime per non essere riusciti a convincerli ad astenersi di partecipare a tale incerta avventura. Mamme che poi, gioirono felicissime ed orgogliose al rientro dei figlioletti a Legnano dopo aver fatto un figurone a Beirut.

Sbarcati nel porto alle 08.30 del 26 agosto del 1982 con le armi con il colpo in canna, alle ore 10.30 giungono al bivio di Hazmiye, incrocio della strada per Damasco e Galeriede Semaan dove inizia l’area che nell’arco della giornata avrebbero smilitarizzato. Sono osservati da
Ufficiali israeliani, da militari libanesi, dagli assediati soprattutto da svariate decine di inviati speciali della stampa di tutto il mondo. Fra questi gli inglesi che dimenticando il “filo da torcere” che i Bersaglieri assieme ai Parà della “Folgore” avevano loro dato ad El Alamein, o forse perché se lo ricordavano benissimo, prima del nostro arrivo avevano scritto “…quelli dell’elmetto bianco con le penne di pollo…”. Sono curiosi di vedere cosa faranno e ci rimarranno di “stucco”! Rimasero basiti quando li videro operare e grande successo ottenuto già a poche ore dal nostro arrivo nel martoriato “Paese dei Cedri”.

2. Due, in particolare gli indelebili ricordi del pericolo corso dai Bersaglieri durante le quattro lunghissime colonne che, percorrendo 50 Km della strada per Damasco fino a raggiungere la frontiera siriana a MASNAA, portarono in salvo 6909 militari siriani e dell’Armata di Liberazione della Palestina e trasferiti in Siria 952 mezzi ruotati e cingolati di ogni tipo. In particolare due immani pericoli che i Bersaglieri hanno affrontato con serenità: il cacciabombardiere siriano abbattuto da un missile israeliano poche centinaia di metri sopra le loro teste; il rischio di un possibile ed altamente probabile conflitto a fuoco fra le parti contrapposte e che ci avrebbe coinvolto se non fossi riuscito ad impedire agli israeliani di effettuare un particolare controllo della colonna. Controllo da loro preteso ma non previsto dal “mandato” internazionale. L’eventuale sparatoria si sarebbe infatti estesa lungo i circa dieci chilometri cui si snodava la colonna e sarebbe stata una carneficina durante la quale, oltre al sottoscritto, sarebbero Caduti molti Bersaglieri della 1^Compagnia “LUPO”. Ricordo perfettamente che mentre risalivo la colonna, per un momento, anche se per solo un momento, nella mia mente passa in rassegna tutta la mia famiglia, ma anche la frase incisa sulla lapide posta all’inizio del Cortile d’Onore dell’Accademia Militare di Modena e che i Cadetti ancor oggi leggono al rientro dalla libera uscita: “DIVORARE LE LACRIMEIN SILENZIO, DONARE SANGUE E VITA, QUESTA È LA NOSTRA LEGGE ED IN QUESTA LEGGE DIO”! E’ andata bene. Meno male.

3. Sono circa le ore 23.00 del giorno 25 di settembre a Legnano. Domani mattina si riparte per Beirut dove avrà inizio la Missione “Libano 2”. L’Aiutante Maggiore del Battaglione mi informa che al contrappello non sono rientrati 15 Bersaglieri. Che fare? È questo uno dei casi che richiederebbe l’immediata comunicazione di “mancato rientro” ai Carabinieri ed alla Procura Militare della Repubblica. Decido di non fare nulla. Ragazzi in gamba, reduci da un pericoloso e difficilissimo periodo durante il quale poco si è riposato e nei primi due giorni ci si è nutriti alla meglio con le “razioni viveri da combattimento” e, malgrado lo stress quotidiano durante tutta la “Libano 1” nessuno aveva “chiesto visita”. Rientrati in Italia inorgogliti e galvanizzati di ciò che avevano fatto, non potevano “mollare” proprio ora. Ed il mattino seguente non mancava nessuno. Ne ero sicuro!

4. Bellissimo ricordo mi riporta, al mattino del 28 settembre 1982, secondo giorno della “Libano 2” quando, la precipitosa fuga degli abitanti del campo palestinese di Borj el Brajné nel vederci arrivare, si trasforma subito in manifestazione di giubilo con lancio di riso appena vengono a sapere che siamo italiani. Inoltrandoci fra le viuzze dell’abitato, su parecchie imposte delle finestre c’è scritto con il gesso, “ONLY ITALY”. Meglio di così solo “l’operazione cicogna” nella notte dell’1 sul 2 di ottobre quando grazie all’immediato intervento di una nostra pattuglia, ma nos senza qualche difficoltà, viene alla luce un bimbo che i genitori grati ai Bersaglieri lo chiameranno GOVERNOLO Hibrain Mustafà Alì Zam Zam.

5. Nel tardo pomeriggio del 3 marzo è il mio turno di rientrare in Italia con il personale del mio Comando e con i Bersaglieri ormai “veterani”. All’aeroporto viene a salutarci il Generale Angioni, il “CONDOR”, accompagnato dal Capitano Marcello Morelli e dal Sergente Maggiore degli Incursori Paolo Nespoli, il Parà che anni dopo raggiungerà le “vette” più alte divenendo famoso ASTRONAUTA. Sono a bordo del C130 e confesso che vengo colto da un “magone”. Sto per lasciare alle Spalle complessivamente sei mesi che, malgrado l’enorme responsabilità, i rischi ed i pericoli vissuti, sono stati e rimarranno il periodo più importante e di maggior soddisfazione di tutta la mia vita con le “Stellette”. È quasi l’alba quando arrivo a casa: Sissi e Sara dormono ma Gabriella mi accoglie con uno smagliante sorriso che mi fa scordare Beirut. Il Libano fa ormai parte del passato, ma non lo dimenticherò mai. Fa parte della mia vita!

6. A conclusione, l’indimenticabile giornata del 12 marzo nel campo sportivo “PINO COZZI” di Legnano, dove ha avuto luogo la solenne cerimonia del “BEN TORNATI” alla presenza di Autorità civili e militari e migliaia di legnanesi. Sono schierati Reparti della Brigata Meccanizzata “LEGNANO”, le Reggenze delle otto Contrade della Città con il famoso “CARROCCIO”, simbolo delle lotte sostenute dai Comuni che hanno sconfitto il Barbarossa nel 1176. Alla Cerimonia fanno da smagliante cornice le Associazioni Combattentistiche e d’Arma di Legnano al completo. Nello schieramento in armi spicca la presenza dello Stendardo del “15°GRUPPO CAVALLEGGERI DI LODI”, scortato dal Plotone Esploratori comando dal Tenente di Cavalleria Jean-Marie Moyersoen che si appresta a raggiungere Beirut. Plotone di cui fa parte anche Caporal Maggiore Mauro Mellone, attuale Vice Presidente della già citata Associazione “Veterani”.

Ecco, qualche ricordo fra i tanti di quelle stupende indimenticabili prime giornate delle nostre Forze Armate in campo internazionale dalla fine della 2^ Guerra Mondiale.

Bers. Gen. D.(ris) Bruno TOSETTI

“AQUILA 1”

già Comandante ITALCON “GOVERNOLO”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *